Il Samsung Galaxy S26 Ultra è davvero il re della produttività in questo 2026? Beh, possiamo dire con certezza che non è un telefono “da tutti i giorni”, o meglio, non è per tutti. È un dispositivo pensato quasi esclusivamente per chi cerca il massimo della potenza e della versatilità, mantenendo quello che è il vero tratto distintivo della serie: la S-Pen.
Non si tratta solo di un pennino, ma di un ecosistema che, abbinato al nuovo processore Snapdragon 8 Elite Gen 5, trasforma questo smartphone in una vera e propria stazione di lavoro tascabile.
Ma partiamo con ordine:
DISPLAY: A differenza dei modelli precedenti, quest’anno Samsung ha deciso di introdurre la terza generazione del display Dynamic AMOLED. Una delle grandi novità di questo display è sicuramente il rivestimento Crystal Shield, che riduce i riflessi del 90% (una vera evoluzione rispetto al già ottimo S25 Ultra).
Quest’anno la luminosità di picco è arrivata a 2.600 nit, quindi anche sotto il sole diretto di mezzogiorno, lo schermo rimane super leggibile.
Un’altra novità di rilievo quest’anno è l’introduzione del Filtro Privacy Adattivo integrato direttamente nel pannello. Grazie ai sensori frontali, il display è in grado di rilevare se una persona estranea sta fissando lo schermo alle spalle dell’utente: in quel caso, l’angolo di visione viene ristretto automaticamente, rendendo i contenuti illeggibili a chiunque non sia perfettamente perpendicolare al telefono. Una funzione fondamentale per chi lavora con dati sensibili in treno o in luoghi pubblici (una genialata!!)
Il pannello LTPO 4.0 ha una frequenza di aggiornamento che varia da 0.1 Hz a 120 Hz, un vantaggio soprattutto per i gamer è la frequenza a 120 Hz (mica male!!).
La risoluzione invece rimane invariata, ovvero, QHD+ (3120x1440).
PROCESSORE: Il processore di quest’anno è lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, uno dei processori più potenti attualmente sul mercato, la novità di quest’anno è l’utilizzo dei nuovi core Oryon v3 (di terza generazione) inserito da Qualcomm.
Parliamo di velocità del processore: il core principale (Prime Core) arriva a ben 4.74 GHz, un vero salto di qualità se lo paragoniamo al processore dello scorso anno (S25 ULTRA) che si fermava a circa 4.3 GHz. È il primo chip di Snapdragon che nei test (Geekbench) riesce a superare l’iPhone con il suo A19 Pro.
DIFFERENZE REALI RISPETTO ALL’S25 ULTRA (GEN 4):
+20% di velocità nei calcoli
Consuma il 35 % in meno a parità di carico, quindi nonostante sia più potente, scalda meno e la batteria dura di più.
Il Ray Tracing, ovvero le luci realistiche nei giochi, è migliorato del 25%.
FOTOCAMERA: Passiamo al pezzo forte, il comparto fotografico che quest’anno fa un salto qualitativo non indifferente. Il sensore principale resta da 200 MP, ma la vera rivoluzione è l’ottica con apertura focale f/1.4. Per chi non è tanto pratico con la fotografia, significa che l’obiettivo è molto più “aperto” rispetto al modello dell’anno scorso (f/1.7), permettendo al sensore di catturare il 40% di luce in più.
Le foto notturne sono finalmente pulite e prive di quel fastidioso rumore digitale, ma la cosa che solitamente si preferisce è il bokeh (sfocato) naturale: grazie all’apertura così ampia, i ritratti hanno uno stacco del soggetto dallo sfondo che sembra fatto con una reflex professionale e non con un software.
Anche lo zoom è stato affinato: il sensore da 50MP per lo zoom 5x ora ha pixel più grandi, garantendo una nitidezza incredibile anche quando ci spingiamo a 10x o 20x. Un’altra chicca è la registrazione video: finalmente abbiamo l’8K a 60fps (l’anno scorso eravamo fermi a 30fps) e la nuova funzione Horizon Lock, che stabilizza l’inquadratura anche se ruotate il telefono mentre correte.
DIFFERENZE REALI RISPETTO ALL’S25 ULTRA:
Apertura focale passa da f/1.7 a f/1.4 (molta più luce al buio).
Video 8K a 60 fps invece di 30 fps.
Nuovo sistema di stabilizzazione AI Horizon Lock per video ultra-stabili.
Passaggio tra le lenti (ultra-wide, 1x, 3x, 5x) ora è fluido e senza scatti cromatici.
BATTERIA E RICARICA: Un punto fondamentale per chi intende utilizzare l’S26 Ultra come una vera stazione di lavoro è l’autonomia. Nonostante il corpo del dispositivo sia leggermente più sottile rispetto al passato, Samsung è riuscita a mantenere un’unità da 5.000 mAh. La vera differenza, tuttavia, non risiede nella capacità bruta, ma nell’efficienza energetica complessiva: l’abbinamento tra lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 (che ottimizza i consumi del 35%) e il display LTPO 4.0 permette al dispositivo di gestire carichi di lavoro intensi per un tempo sensibilmente superiore.
La novità più attesa riguarda però la velocità di ricarica. Samsung ha finalmente abbandonato lo standard dei 45W per introdurre una ricarica rapida cablata a 60W. Sebbene non si raggiungano ancora i picchi di alcuni competitor, il salto in avanti è evidente: il dispositivo è in grado di passare dallo 0% al 65% in circa 25 minuti. Anche la ricarica wireless ha ricevuto un potenziamento, arrivando a 25W, rendendo molto più efficace l’utilizzo delle basi di ricarica da scrivania durante la giornata lavorativa.
DIFFERENZE REALI RISPETTO ALL’S25 ULTRA:
La ricarica cablata passa da 45W a 60W (tempi di ricarica ridotti del 20%).
La ricarica wireless viene potenziata da 15W a 25W.
L’autonomia reale aumenta di circa 1,5 ore di schermo acceso grazie all’efficienza del processore a 3nm
Gestione termica superiore: il modulo di ricarica scalda meno, preservando la salute della batteria nel lungo periodo.
In conclusione, l’S26 Ultra si conferma uno strumento d’élite per la produttività mobile. I miglioramenti nel display, nella gestione termica del processore e nella velocità di ricarica lo rendono un aggiornamento concreto, specialmente per chi proviene da generazioni precedenti alla serie 25. Resta un dispositivo dalle dimensioni importanti e dal costo elevato, ma la completezza dell’ecosistema S-Pen rimane, nel 2026, ancora senza rivali sul mercato.
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