Dopo una sbornia estiva passata a promettere miracoli basati sull'Intelligenza Artificiale, i produttori hardware si sono scontrati con la dura realtà. Da agosto a oggi, l’industria dei semiconduttori e dei dispositivi ha capito che il software può sognare all'infinito, ma l'hardware ha dei limiti fisici precisi. Non basta incollare l'etichetta "AI" su un PC o uno smartphone per renderlo il futuro; bisogna fare i conti con linee di produzione saturate, costi insostenibili e componenti che scaldano come fornetti. Il mercato a due velocità Per tutta l'estate abbiamo assistito a una spaccatura netta. I ricavi globali dei semiconduttori sono schizzati alle stelle, ma la catena di approvvigionamento si è rotta. L'intera industria manifatturiera sta asfissiando sotto il peso dell'IA: i colossi riversano miliardi sulla memoria ad alta larghezza di banda (HBM) e sui chip neurali, lasciando letteralmente a secco chi produce componentistica tradizionale. Co...
A Redmond finalmente hanno capito che far morire un sistema operativo troppo diffuso crea molti problemi: basta con le corse affannate verso feature inutili con l’AI su Windows 11, è tempo di rimettere ordine la situazione. L’ufficializzazione dell’estensione del programma Extended Security Updates (ESU) per Windows 10 fino al 12 ottobre 2027 non è solo un regalo agli utenti; è una clamorosa presa di coscienza. Dopo anni di forzature verso Windows 11, Microsoft ha finalmente capito che, in un mondo in cui l’hardware costa quanto un piccolo investimento, il software ha il dovere di essere una garanzia, non una forzatura. L’hardware rallenta, la strategia si adatta Per mesi abbiamo assistito al tira e molla sulle date di pensionamento di Windows 10. Ma la verità, ora che il calendario segna giugno 2026, è che Microsoft ha deciso di sparigliare le carte. Il settore dei PC sta attraversando una fase di asfissia: il costo dei componenti, in particolare RAM e memorie S...