Prendete un Pixel 10 Pro XL, dategli una pulita e chiamatelo Pixel 11 Pro XL. Fine della recensione. No, non è uno scherzo: i nuovi render basati sui file CAD ci dicono che Google ha deciso di andare al risparmio creativo. Le differenze dimensionali si misurano in decimi di millimetro, robetta che non notereste nemmeno con un microscopio (162,7 x 76,5 contro i precedenti 162,8 x 76,6) a conferma che ormai il design dei telefoni è arrivato “alla fine”. Ma sotto il guscio, Google sta preparando il solito trucchetto del processore "magico" per convincervi a spendere altri mille euro.
Il bluff del Tensor G6: meno core, più chiacchiere?
Mentre fuori tutto tace, dentro, Google prova a mescolare le
carte. Arriva il nuovo chip Tensor G6, il secondo prodotto da TSMC. Ma
c'è un dettaglio che puzza: si parla di una CPU a 7 core. Sì, avete
capito bene. In un mondo che va verso gli 8 o 10 core per gestire
l'intelligenza artificiale, Google decide di toglierne uno.
La scusa ufficiale? "Ottimizzazione energetica".
La realtà probabile? Risparmio sui costi di produzione venduto come
innovazione. È la solita storia: ti tolgono qualcosa, lo chiamano "scelta
di design" e tu continui a pagare il prezzo pieno.
La trappola della RAM e dei costi
Il comparto fotografico e la batteria? Praticamente uguali a
prima. Ma il vero rischio è sulla memoria: per evitare che il prezzo schizzi
alle stelle a causa della crisi dei chip, Google sta seriamente pensando di
rimettere in commercio versioni con "soli" 12 GB di RAM. In
un'epoca in cui l'AI mangia memoria come se non ci fosse un domani, questa
mossa sa tanto di obsolescenza programmata: tra due anni quel telefono sarà
lento, e indovinate qual sarà la loro soluzione? Esatto, comprarne uno nuovo.
In conclusione
Il Pixel 11 Pro XL è il classico telefono costruito per “economia”
e non per durare. Esteticamente è il gemello del modello vecchio, con la solita
Camera Bar nera che ormai non sorprende più nessuno.
Ci vendono la solita scocca sigillata, difficile da riparare
e con un hardware che, sulla carta, sembra quasi un passo indietro rispetto
agli standard della concorrenza. La verità è che, finché continueremo a correre
dietro a un decimo di millimetro in meno, loro continueranno a venderci lo stesso telefono ogni dodici mesi.
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