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Batterie al Silicio-Carbonio 2026: smartphone più sottili, ma il marketing gonfia i numeri?

Nel 2026, il mercato degli smartphone ha finalmente dichiarato guerra allo spessore, ma la soluzione non è nei processori, bensì nella chimica. Se un tempo avere 5.000 mAh significava tenere in mano un "mattone", oggi la tecnologia al silicio-carbonio (Si-C) permette di infilare 6.500 o 7.000 mAh in corpi da meno di 8 mm. Ma attenzione qui la velocità dichiarata e la durata reale “viaggiano su binari diversi”. Il dominio cinese e il "muro" dei 6.000 mAh I dati di inizio 2026 parlano chiaro: quasi il 30% degli smartphone venduti globalmente ha superato la soglia dei 6.000 mAh, con i produttori cinesi (Honor, Xiaomi e Vivo in testa) a fare da apripista. Il segreto è l’anodo al silicio: permette una densità energetica incredibile, ma richiede un'ingegneria complessa per non far "esplodere" il telefono durante la ricarica. Modelli come il Poco X8 Pro o l' Honor Magic7 Lite (con una batteria Si-C da 6.600 mAh ) promettono giorni di autonomia, m...

Micro SD nel 2026: Le grandi novità e inganni

  Micro SD 2026: il paradosso della velocità e il caos dei nuovi standard Nel 2026, il mercato delle Micro SD sembra aver imboccato una strada complessa. Non si tratta più solo di scegliere quanta memoria aggiungere al proprio dispositivo, ma di capire se quel dispositivo sarà davvero in grado di usarla. Tra promesse di velocità record e capacità che arrivano a 4TB (una grande novità), la realtà tecnica è meno brillante di quanto dicano le confezioni. SD Express: velocità da SSD, ma a che prezzo? La grande novità del momento è lo standard SD Express . Utilizzando la tecnologia dei PC (PCIe e NVMe), queste schede promettono di superare la soglia di 1000 MB/s . Sulla carta è una rivoluzione, ma c’è un problema di fondo: la compatibilità! Se inserite una di queste nuove schede in un dispositivo non recentissimo, la velocità crolla. Non si ottiene una "via di mezzo", ma ci si scontra con un collo di bottiglia che rende inutile l'investimento. È la solita dinamica del ...

Windows 11: la "Patch Tuesday" di Aprile 2026

L’aggiornamento cumulativo di aprile 2026, identificato dalla sigla KB5083769 , conferma la direzione intrapresa da Microsoft: un sistema operativo che non mira più all'ottimizzazione, ma alla gestione della propria stessa complessità. Tra la risoluzione di falle critiche e l'introduzione di nuove "ottimizzazioni" hardware, il quadro che emerge è quello di un software sempre più pesante e meno trasparente per l'utente finale. L'incognita BlueHammer e le 167 vulnerabilità Il dato più allarmante riguarda la quantità di vulnerabilità risolte in un solo ciclo: 167. Tra queste, la falla BlueHammer ( CVE-2026-33825 ) evidenzia un problema strutturale in Windows Defender. Non si è trattato di un semplice bug, ma di una vulnerabilità che consentiva l'escalation dei privilegi a livello di sistema, invalidando di fatto le barriere di sicurezza integrate. Il fatto che un componente critico per la protezione possa diventare il vettore principale di un attacco s...

Browser 2026: La fiera del bloatware (e il funerale della vostra RAM)

 Prendete il browser che usavate l’anno scorso, appiccicateci sopra un’etichetta con scritto “AI” e  preparatevi a vedere la vostra memoria RAM sparire. Fine della storia. Non fatevi fregare dal marketing: nel 2026 i browser non servono più a navigare sul web, servono a nutrire i server delle multinazionali con i vostri dati, vendendovi la comodità come se fosse innovazione. Mentre vi raccontano che la nuova AI del browser vi salverà la vita, la realtà è che vi stanno vendendo un parassita digitale. Sotto le interfacce pulite e i font minimalisti, i browser moderni sono diventati dei giganti di fango che pesano giga su giga, progettati per decidere al posto vostro cosa sia "rilevante" e, soprattutto, cosa dovete comprare. Il bluff degli "AI Browsers": Assistenti o guardoni? La moda del momento? L’integrazione nativa dei modelli linguistici. Che si tratti di  ChatGPT Atlas  o del nuovo  Edge AI , la storia è sempre quella: il browser ora "capisce" le pagine...

Pixel 11 Pro XL: La solita minestra scaldata (ma col trucchetto del chip "tagliato")

Prendete un Pixel 10 Pro XL, dategli una pulita e chiamatelo Pixel 11 Pro XL . Fine della recensione. No, non è uno scherzo: i nuovi render basati sui file CAD ci dicono che Google ha deciso di andare al risparmio creativo. Le differenze dimensionali si misurano in decimi di millimetro, robetta che non notereste nemmeno con un microscopio (162,7 x 76,5 contro i precedenti 162,8 x 76,6)   a conferma che ormai il design dei telefoni è arrivato “alla fine”. Ma sotto il guscio, Google sta preparando il solito trucchetto del processore "magico" per convincervi a spendere altri mille euro. Il bluff del Tensor G6: meno core, più chiacchiere? Mentre fuori tutto tace, dentro, Google prova a mescolare le carte. Arriva il nuovo chip Tensor G6 , il secondo prodotto da TSMC. Ma c'è un dettaglio che puzza: si parla di una CPU a 7 core . Sì, avete capito bene. In un mondo che va verso gli 8 o 10 core per gestire l'intelligenza artificiale, Google decide di toglierne uno. La sc...

Basta farsi fregare dalla colla: dal 2027 il tuo smartphone torna a essere TUO!

 Avete presente quando dopo due anni il telefono inizia a morire a metà pomeriggio e l’unica soluzione che vi danno è: “La batteria è andata, conviene prenderne uno nuovo"? Ecco, quella è una truffa legalizzata. Ci hanno convinti che i telefoni debbano essere sigillati e impossibili da aprire, tutto per colpa di quella maledetta colla in dustriale che serve solo a una cosa: impedirvi di riparare quello che avete pagato fior di quattrini. Ma la pacchia sta per finire. L'Europa ha deciso che dal  2027  la batteria non sarà più un segreto di stato custodito dai centri assistenza. Sarà un pezzo di hardware libero, che potrai cambiare tu, a casa tua, senza dover spendere soldi per l’assistenza. Ecco cosa sta per succedere e perché è la notizia tech più importante dell'anno: 1. Il ritorno della vite (Addio phon e ventose) Oggi per aprire un telefono serve un kit da chirurgo e un phon per sciogliere la colla, rischiando pure di spaccare lo schermo. Dal 2027 i brand dovranno...

Passkey: La fine delle Password (finalmente!). Ecco perché devi attivarle.

Siamo onesti: una volta si diceva che la tecnologia doveva semplificarci la vita, ma oggi sembra che faccia di tutto per complicarla. Ogni volta che vuoi fare un acquisto o entrare su un’app, inizia il solito “calvario”:  “Password errata” ,  “Inserisci il codice inviato via SMS”  (che ovviamente non arriva), o la classica password che deve contenere un geroglifico. Insomma una rottura infinita che non serve a niente, perché tanto gli hacker le bucano comunque. La verità che non ti dicono è che le password sono diventate un peso morto. Ma c’è una soluzione che io personalmente adoro e si chiama  Passkey . Non è l’ennesima funzione inutile dell’ultimo iPhone da 1200 euro per farti spendere soldi: è un trucco che funziona già ora per farti entrare ovunque con un semplice tocco del dito o con la faccia. Ecco 5 cose pratiche da sapere per smettere di impazzire: 1. Che cos’è una Passkey? (Senza paroloni tecnici) Invece di una parola scritta che un hacker può rubarti con u...