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Alexa+: Il "guinzaglio digitale" di Amazon mascherato da intelligenza

Amazon ha deciso: la vecchia Alexa, quella che serviva solo per il timer della pasta, sta per essere eliminata quasi al 100%. Al suo posto arriva Alexa+ , un nuovo cervello basato sull’ intelligenza artificiale che promette di capirci meglio. Ma non fatevi incantare dalle solite scuse delle multinazionali: non è progresso, è una trappola per non farvi scappare. Il trucco del "gratis" per gli utenti Prime La notizia che circola è che Alexa+ sarà inclusa nell' abbonamento Prime . Non chiamatelo regalo. In un momento in cui i prezzi dei servizi esplodono, Amazon non vi sta regalando nulla: sta solo alzando il recinto. Alexa+ possiamo dire che è il " guinzaglio digitale " definitivo. Vogliono che sia lei a prenotarvi il ristorante, a farvi la spesa e a monitorare i vostri prezzi. Il motivo? Semplice: se l’assistente impara ogni singolo dettaglio della vostra vita, dal cibo che odiate a quando uscite di casa, disdire l’abbonamento Prime diventerà un trauma. Per ch...

Apple e il dopo-Cook: la fine di un’era durata 15 anni

Nel settembre 2026, Tim Cook lascerà ufficialmente la poltrona di CEO di Apple . Una notizia che il quartier generale di Cupertino ammanta di una narrazione fatta di "continuità" e "passaggio naturale", ma che in realtà sa molto di un riposizionamento strategico per un’azienda che, dopo aver spremuto ogni centesimo dall’ era dei servizi , ora deve capire cosa vuole diventare da grande. Il pretesto della successione ordinata La giustificazione ufficiale è la solita: Cook rimarrà come Executive Chairman per "garantire la visione", mentre le redini passano a John Ternus . Ma non facciamoci ingannare dalla facciata istituzionale. Cook se ne va dopo aver trasformato Apple in una macchina da soldi mostruosa , ma lasciando un’eredità pesante: un’azienda che oggi appare più come una banca che vende hardware che come il laboratorio di innovazione di un tempo. Il passaggio a Ternus sembra più una mossa per rassicurare gli azionisti che un vero salto nel futuro...

Samsung e il "taglio" delle LPDDR4X: l'ennesimo aggiornamento forzato mascherato da evoluzione

Nel 2026, Samsung sembra aver deciso che è ora di staccare la spina alle LPDDR4X per il settore mobile. Una mossa che il marketing dipinge come un " balzo necessario verso il futuro ", ma che nella realtà somiglia molto a un'operazione di pulizia industriale per sbarazzarsi di una tecnologia che ormai garantisce margini troppo bassi. Se un tempo queste RAM erano il cuore pulsante dei nostri smartphone, oggi sono diventate il cosiddetto collo di bottiglia che i produttori non vedono l'ora di eliminare. Il pretesto dell' Intelligenza Artificiale La giustificazione ufficiale è la solita: l' IA on-device . Samsung spinge sulle LPDDR5X e sulle nuove LPDDR6 perché, a detta loro, i modelli linguistici che girano localmente hanno bisogno di una larghezza di banda che il vecchio standard del 2014 semplicemente non può offrire. Ma attenzione: se è vero che per far girare un assistente neurale avanzato serve velocità, è altrettanto vero che per l'80% delle...

Batterie al Silicio-Carbonio 2026: smartphone più sottili, ma il marketing gonfia i numeri?

Nel 2026, il mercato degli smartphone ha finalmente dichiarato guerra allo spessore, ma la soluzione non è nei processori, bensì nella chimica. Se un tempo avere 5.000 mAh significava tenere in mano un "mattone", oggi la tecnologia al silicio-carbonio (Si-C) permette di infilare 6.500 o 7.000 mAh in corpi da meno di 8 mm. Ma attenzione qui la velocità dichiarata e la durata reale “viaggiano su binari diversi”. Il dominio cinese e il "muro" dei 6.000 mAh I dati di inizio 2026 parlano chiaro: quasi il 30% degli smartphone venduti globalmente ha superato la soglia dei 6.000 mAh, con i produttori cinesi (Honor, Xiaomi e Vivo in testa) a fare da apripista. Il segreto è l’anodo al silicio: permette una densità energetica incredibile, ma richiede un'ingegneria complessa per non far "esplodere" il telefono durante la ricarica. Modelli come il Poco X8 Pro o l' Honor Magic7 Lite (con una batteria Si-C da 6.600 mAh ) promettono giorni di autonomia, m...

Micro SD nel 2026: Le grandi novità e inganni

  Micro SD 2026: il paradosso della velocità e il caos dei nuovi standard Nel 2026, il mercato delle Micro SD sembra aver imboccato una strada complessa. Non si tratta più solo di scegliere quanta memoria aggiungere al proprio dispositivo, ma di capire se quel dispositivo sarà davvero in grado di usarla. Tra promesse di velocità record e capacità che arrivano a 4TB (una grande novità), la realtà tecnica è meno brillante di quanto dicano le confezioni. SD Express: velocità da SSD, ma a che prezzo? La grande novità del momento è lo standard SD Express . Utilizzando la tecnologia dei PC (PCIe e NVMe), queste schede promettono di superare la soglia di 1000 MB/s . Sulla carta è una rivoluzione, ma c’è un problema di fondo: la compatibilità! Se inserite una di queste nuove schede in un dispositivo non recentissimo, la velocità crolla. Non si ottiene una "via di mezzo", ma ci si scontra con un collo di bottiglia che rende inutile l'investimento. È la solita dinamica del ...

Windows 11: la "Patch Tuesday" di Aprile 2026

L’aggiornamento cumulativo di aprile 2026, identificato dalla sigla KB5083769 , conferma la direzione intrapresa da Microsoft: un sistema operativo che non mira più all'ottimizzazione, ma alla gestione della propria stessa complessità. Tra la risoluzione di falle critiche e l'introduzione di nuove "ottimizzazioni" hardware, il quadro che emerge è quello di un software sempre più pesante e meno trasparente per l'utente finale. L'incognita BlueHammer e le 167 vulnerabilità Il dato più allarmante riguarda la quantità di vulnerabilità risolte in un solo ciclo: 167. Tra queste, la falla BlueHammer ( CVE-2026-33825 ) evidenzia un problema strutturale in Windows Defender. Non si è trattato di un semplice bug, ma di una vulnerabilità che consentiva l'escalation dei privilegi a livello di sistema, invalidando di fatto le barriere di sicurezza integrate. Il fatto che un componente critico per la protezione possa diventare il vettore principale di un attacco s...

Browser 2026: La fiera del bloatware (e il funerale della vostra RAM)

 Prendete il browser che usavate l’anno scorso, appiccicateci sopra un’etichetta con scritto “AI” e  preparatevi a vedere la vostra memoria RAM sparire. Fine della storia. Non fatevi fregare dal marketing: nel 2026 i browser non servono più a navigare sul web, servono a nutrire i server delle multinazionali con i vostri dati, vendendovi la comodità come se fosse innovazione. Mentre vi raccontano che la nuova AI del browser vi salverà la vita, la realtà è che vi stanno vendendo un parassita digitale. Sotto le interfacce pulite e i font minimalisti, i browser moderni sono diventati dei giganti di fango che pesano giga su giga, progettati per decidere al posto vostro cosa sia "rilevante" e, soprattutto, cosa dovete comprare. Il bluff degli "AI Browsers": Assistenti o guardoni? La moda del momento? L’integrazione nativa dei modelli linguistici. Che si tratti di  ChatGPT Atlas  o del nuovo  Edge AI , la storia è sempre quella: il browser ora "capisce" le pagine...